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Promozione e tutela dei territori montani: il ruolo dei rifugi

Martedì 23 maggio alle ore 11.30 presso la storica sala degli stemmi del Monte dei Cappuccini (Torino) si è tenuta la riunione per la firma della convenzione tra l’Associazione AGRAP, rappresentante dei gestori di rifugi del Piemonte e il Cai Piemonte.

L’accordo, siglato tra i Presidenti Massimo Manavella (Agrap) e Michele Colonna (Cai Piemonte), ha rappresentato un momento di confronto a cui hanno preso parte: Osvaldo Marengo (rappresentante della commissione rifugi Lpv), Franco Ferraresi (Dirigente Regionale Assessorato alla Montagna) e Giacomo Benedetti (Presidente della Commissione centrale rifugi ed opere alpine).

Michele Colonna ha evidenziato l’importanza della convenzione intesa come strumento condiviso per raggiungere un obiettivo comune: lo sviluppo e la promozione dei territori montani attraverso la cura dei rapporti con i rifugi alpini, la tutela dell’ambiente alpino ed il supporto alla sicurezza in quota con azioni ad appoggio dell’operato del Soccorso Alpino.

Massimo Manavella ha sottolineato la necessità di definire la figura del gestore di rifugio alpino che ha delle peculiarità che non lo possono ridurre a semplice ristoratore. La professionalità richiede un riconoscimento ufficiale e l’accordo ufficiale con il Cai costituisce un importante passo in questo percorso: l’associazione Agrap è la prima, a livello italiano, ad istituire un tavolo di lavoro tra Cai e gestori di rifugi, inaugurando un periodo di collaborazione che, in un’ottica di condivisione, intende raggiungere traguardi ambiziosi.

Franco Ferraresi ha ribadito il sostegno da parte della Regione Piemonte che appoggia l’impegno di enti che si uniscono per perseguire obiettivi comuni. A tal proposito Giacomo Benedetti ha sottolineato come la convenzione costituisca non tanto un punto di arrivo, quanto il momento iniziale di progettualità che condivide la medesima visione della montagna in cui i gestori di rifugi si configurano non come generici “professionisti”, ma – in un’accezione più profonda – come “lenti di ingrandimento” del contesto alpino, capaci di individuare prima di altri le problematicità e le risorse di un territorio unico che merita la giusta valorizzazione.