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Il Gran Tour del Thabor

Il Gran Tour del Thabor


Il Grande Tour del Thabor è un famosissimo trekking ad anello di 9 tappe al confine tra Italia e Francia. Ma se leggete fino in fondo, scoprirete che esiste anche una variante italiana più breve ad est del monte Tabor (riservata ad escursionisti esperti) che tocca i rifugi I Re Magi, Terzo Alpini, Thabor, Chalet della Guida, Scarfiotti, Levi-Molinari…


Il Tour del Thabor

Tappa 1 | Da Bardonecchia alle “Granges de Vallée Étroite”

Da Bardonecchia seguire la strada provinciale in direzione di Melezet-Pian del Colle (ex posto di frontiera). Appena prima del campeggio “Pian del Colle” (1445m) c’è un parcheggio dal quale parte il sentiero pedonale per la “Vallée Étroite” (non indicato sulla cartina). Questo sentiero risale la valle sulla riva sinistra del “Ruisseau de Vallée Étroite”. In fondo al pianoro della “Paroi des Militaires”, di fronte alla “Bergerie” (1711m) attraversare il torrente e proseguire sulla strada fino alle “Granges” e ai rifugi. C’è anche la possibilità di attraversare il torrente dopo la “Bergerie” (presenza di due altre passerelle).

Suggerimento: dalle “Granges de Vallée Étroite”, seguire il sentiero in direzione del “Pont de la Fonderie”. Dopo circa un chilometro, prendere il sentiero a destra (direzione Est) e attraversare il “Ruisseau de Vallée Étroite”. Dopo il ponte, prendere il sentiero che sale diritto nel bosco per raggiungere in 5 minuti un piccolo lago nascosto da qualche albero ai piedi della pietraia dei “Rois Mages” e al quale le alghe hanno dato un bel colore verde.

Per le MTB, da Bardonecchia raggiungere Pian del Colle (1445m) e seguire la strada che risale la “Vallée Étroite”. Oltrepassare la diga delle Sette Fontane e l’incrocio per il “Col de l’Échelle” e proseguire sulla strada asfaltata che sale fino alla “Paroi des Militaires” (1680m). Proseguire per 1 km sulla strada carrozzabile sotto la “Paroi des Militaires” fino alla “Bergerie” (1711m) e dopo i 3 tornanti in salita, raggiungere le “Granges” e i rifugi de la Vallée Étroite. 

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Tappa 2 | Dalle “Granges de Vallée Étroite” al rifugio Buffère

Dalla “Vallée Étroite”, salire su un bellissimo sentiero facile verso il “Col des Thures” (2194m) poi scendere verso Névache attraverso il vallone erboso con poca pendenza poi dai tornanti molto frequentati versante vallée de la Clarée (Camini delle fate). Arrivo a Roubion. In estate, è possibile prendere la navetta gratuita che conduce al parcheggio di Névache-Ville Haute. Prendere il sentiero sulla riva destra del torrente Clarée per arrivare al “Pont du Rately”. Un po’ più avanti a destra, lasciare il sentiero che prosegue in direzione di “Fontcouverte” per salire verso il rifugio Buffère (1h30, nessuna difficoltà).

Suggerimento: Dal rifugio, raggiungere il “Col de Buffère” e prendere a sinistra il sentiero, a tratti scosceso, che conduce al “Grand Aréa” – 2869 m (2h). Splendido panorama a 360° su “Cerces” e “Oisans”. Il ritorno segue lo stesso percorso.

Variante 1: Dalla “Vallée Étroite”, risalire verso la fonderia. Prima della “Maison des Chamois” prendere sulla sinistra un sentiero, abbastanza scosceso in partenza che aggira la “Tête du Chien” per giungere al “Col du Vallon” (2645m) su un buon sentiero. Scendere il lungo vallone del “Vallon” in direzione di Névache (Ville Haute), senza difficoltà.

Variante 2: Da Névache, prendere a sinistra poco dopo il “Pont de l’Outre” e salire al “Lac de Cristol”. Ritornare verso l’imbocco del vallone e prendere il sentiero di “Côte Rouge” che attraversa a mezza-altezza tutta la facciata nord dell’Echaillon per arrivare al rifugio Buffère.

Tappa 3 | Dal rifugio Buffère al rifugio Chardonnet

Dal rifugio, prendere il sentiero che scende verso “La Souchère”. In fondovalle, rimanere su una buona pista sulla riva destra. dopo 500 metri, cercare un sentiero che sale a sinistra verso il rifugio Chardonnet (cartello). Si raggiunge il sentiero che sale da “Fontcouverte” in direzione degli “Chalets de Laraux”. Seguire il sentiero accidentato fino al rifugio Chardonnet (2h30, facile).

Variante: Dal rifugio Buffère, salire al “Col de Buffère” e seguire sulla destra una traccia poco segnata che raggiunge il “Vallon de la Moulette”, senza scendere fino al “Chemin du Roy”. Risalire il “Vallon de la Moulette” fino al “Col de Roche Noire” – 2693 m (3h, qualche passaggio scosceso) Scendere poi sul rifugio Chardonnet (45mn).

Tappa 4 | Dal rifugio Chardonnet al rifugio Ricou

E’ consigliata un’andata-ritorno al “Col du Chardonnet” – 2638m (3h, facile) prima di raggiungere il rifugio Ricou. Attraversare il ripiano a Ovest del rifugio per raggiungere il sentiero che scende a “Fontcouverte” attraverso gli “Chalets du Queyrellin”. Transitare davanti all’ “Auberge de la Fruitière” (possibilità di ristoro) e attraversare la Clarée. La pista che sale a Ricou parte sulla sinistra, 20 m dopo il ponte. Si può giungere al rifugio Ricou in 45min, senza difficoltà (sentieri facili).

Due varianti, assai lunghe e a tratti impegnative, conducono direttamente al rifugio Laval o al rifugio Drayères.

Variante 1 : Salire al “Col du Chardonnet” poi scendere sull’altro versante, versante “Cerces”. E’ possibile raggiungere il “Col du Chardonnet” dalla “Halte de Roche Robert” a “l’Alpe du Lauzet”, versante “Guisane”. Passare davanti a una miniera dismessa (passaggi scoscesi) e raggiungere un lungo tratto di sentiero piano in direzione del “Col de la Ponsonnière”. Sotto “les Béraudes”, prendere sulla destra un sentiero assai ripido che permette, tramite dei passaggi un po’ impegnativi, di traversare verso il “Lac des Béraudes”. Scendere in direzione del lago poi raggiungere Laval, fine della strada (totale 4h.) Dal rifugio Laval, è possibile raggiungere il rifugio Drayères prendendo la pista o il rifugio Ricou prendendo il “Chemin de Ronde” e costeggiando il “Lac de la Cula”. Dal “Col du Chardonnet”, è meno difficile ma più lungo (5h), arrivare al “Col de la Ponsonnière” (2613m) poi al “Lac des Cerces”, al “Col des Cerces” (2574m) prima di scendere in direzione del rifugio Drayères dal sentiero “des Rochilles”.

Variante 2 (fuori sentiero): Dal rifugio Chardonnet, salire in direzione del “Col du Chardonnet” e svoltare a destra lungo la catena calcarea del “Queyrellin”. Si passa vicino ai “Lacs de la Casse Blanche”. Da lì, è possibile salire direttamente un pendio erboso ripido che porta a un colle sul crinale Est della “Tête de la Cassille”, poi alla cima stessa (3069m) seguendo una traccia lungo il crinale. Discesa dallo stesso percorso o attraverso i ghiaioni ripidi della facciata Nord nella “Combe du Lac Rouge”. Dal “Lac Rouge” si raggiunge facilmente Laval. Dai “Lacs de la Casse Blanche”, si può anche, attraverso un pendio erboso ripido, raggiungere il colle subito a sinistra del “Queyrellin”. Seguire poi la “Crête de la Casse Blanche” (rocce, ghiaioni) e scendere tra le rocce, in certi tratti instabili, in direzione del (Lac Rouge) e di Laval (4h).

Tappa 5 | Dal rifugio Ricou al rifugio Drayères

Da Ricou, salire in direzione del “Lac Laramon” e del “Lac du Serpent”. Vedere almeno il “Lac Laramon” (2385m) poi riscendere in direzione del “Chemin de Ronde” (incrocio di sentieri, 2291m). Prendere poi verso Nord il “Chemin de Ronde” che offre uno splendido panorama sulle “Cerces”. Si passa sotto il “Lac de la Cula” poi, oltre un piccolo passo (2400m) Si può allora raggiungere il rifugio Drayères attraverso la pista (senza difficoltà).

Variante: Dal rifugio Ricou, salire al “Lac Laramon” e al “Lac du Serpent” (2448m) poi continuare su un buon sentiero assai frequentato che sale al “Col du Grand Cros” (2848m) poi alla “Gardiole”- 2935m (2h30). Da lì, si può quindi raggiungere agevolmente il “Pic du Lac Blanc” – 2980m (30mn) Splendida vista sul “Lac Blanc”.

Tappa 6 | Dal rifugio Drayères al gîte a Valmeinier

Dal rifugio Drayères, dirigersi verso il “Seuil des Rochilles” e costeggiare i due grandi laghi per cambiare direzione a metà del “Lac du Grand Ban” (a Nord) verso il “Col de la Plagnette” (2500m). Scendere nel vallone in direzione di Valloire poi svoltare a sinistra all’altezza dei ruderi di “la Borgette” (2198m). Seguire questo sentiero fino ai ruderi di “Mont Jovet” (2385m) e girare ancora una volta a destra per raggiungere il “Pas des Griffes” (2554m.) Scendere nel vallone di Neuvache che porta a Valmeinier 1800.

Tappa 7 | Da Valmeinier al rifugio Marches

Da Valmeinier 1800, raggiungere il GR57A al “Chapiet”. Seguirlo fino al “Col de Marches” – 2725m (+930m). Poi riscendere sull’altro versante fino al rifugio Marches

Tappa 8 | Dal rifugio Marches al rifugio Thabor

Dal rifugio Marches (2230m), risalire il “Vallon de Bissorte” in direzione Nord fino ad arrivare al “Col des Bataillères” – 2804m (+620m) transitando dal “Lac des Bataillères”. Raggiungere poi il rifugio Thabor (-300m) via i “Lacs Sainte-Marguerite” (3h).

Tappa 9 | Dal rifugio Thabor alle “Granges de Vallée Étroite” via le Mont Thabor

Dal rifugio Thabor, scendere fino al “Col de Vallée Étroite” (2434m). Rimanere sulla riva destra, sul GR57. Passare dal “Lac du Peyron” (2453m) per arrivare al “Col des Méandes” (2720m). Raggiungere la cima del Mont Thabor (3178m) dalla via crucis (+850m). Per la discesa, ritornare al “Col des Méandes” prima di prendere il “Vallon du Dîner” che riporta nella “Vallée Étroite”. Proseguire fino alle “Granges de Vallée Étroite” e ai rifugi I Re Magi e Terzo Alpini.


La Variante Italiana del Tour del Thabor

Tappa 1 | Da Bardonecchia alle “Granges de Vallée Étroite” via “Pian del Colle”

Dalla stazione ferroviaria di Bardonecchia (1312m), raggiungere “Campo Smith” (impianti di risalita) passando da Viale della Vittoria. Da lì, prendere il sentiero sulla sinistra della seggiovia in direzione “Pian del Sole” – “Grange Hyppolites” (1550m) Prendere quindi il sentiero che scende fino alla “Cappella de Notre-Dame du Coignet” (affreschi del XV° secolo) e proseguire in direzione di Melezet fino al parcheggio degli impianti di risalita (1370m).

NB: è possibile evitare la salita fino a “Pian del sole” seguendo il sentiero chiamato “Vi du Viò” che si trova sul tragitto per “Pian del Sole” e che arriva comunque alla cappella de Notre-Dame du Coignet Questo sentiero attraversa a quota 1400m.

Raggiungere il campeggio di “Pian del Colle” (1445m) sulla strada provinciale e prendere il sentiero pedonale per la “Vallée Étroite” (non indicato sulla cartina). Questo sentiero risale la valle sulla riva sinistra del “Ruisseau de Vallée Étroite”. In fondo al pianoro della “Paroi des Militaires”, di fronte alla “Bergerie” (1711m) attraversare il torrente e proseguire sulla strada fino alle “Granges de Vallée Étroite” (4h).

Esiste una variante con dislivello maggiore fra Bardonecchia e “Vallée Étroite”, via “Punta Colomion” e “Passo della Mulattiera (+1140m, -960m). Dalla stazione ferroviaria di Bardonecchia, (1312m), raggiungere “Campo Smith” (impianti di risalita) passando da Viale della Vittoria. Da lì, prendere il sentiero sulla sinistra della seggiovia in direzione “Pian del Sole” – “Granges Hyppolites” (1550m) Seguire quindi la strada fino alla “Punta Colomion” (2054m) e proseguire sulla strada militare fino al “Passo della Mulattiera (2412m) e a l’ “Ancien Poste des Acles” (2292m) a Est del “Col des Acles”. Da lì, prendere il GR5B in direzione “Pian del Colle”. Lasciare il GR per prendere il sentiero sulla riva sinistra del “Rio Curguas”, scendere alle “Grange Guiau” (1832m) e raggiungere “Pian del Colle”. Attraversare la strada provinciale e, dopo il campeggio di “Pian del Colle”, prendere il sentiero pedonale per la “Vallée Étroite” (non indicato sulla cartina). Questo sentiero risale la valle sulla riva sinistra del “Ruisseau de Vallée Étroite”. In fondo al pianoro della “Paroi des Militaires”, di fronte alla “Bergerie” (1711m) attraversare il torrente e proseguire sulla strada fino alle “Granges de Vallée Étroite” (8h30).

Tappa 2 | Dalle “Granges de la Vallée Etroite” al rifugio del Thabor

Dalle “Granges de Vallée Étroite” (1760m), prendere la pista o il sentiero della “Fonderie”. Prima del “Pont de la Fonderie” (1897m), prendere sulla sinistra una pista che sale a tornanti verso la “Maison des Chamois” (2090m). Lasciare sulla sinistra il “Chemin du Vallon”, passare davanti alla “Maison des Chamois” per arrivare su un pianoro da dove la vista si apre verso i fondovalle. Al “Prat du Plan” (2200m), attraversare la passerella e seguire il sentiero sotto il “Grand Seru” negli alpeggi del “Vallon du Dîner”. Si sbuca nel vasto pianoro del “Col des Méandes”

Il terreno diventa più impegnativo. Salire a zigzag in un paesaggio roccioso per arrivare a un piccolo crinale a Sud-Est della cima del Thabor che si vede adesso molto vicina. Seguire i tornanti nelle roccette procedendo con prudenza nei passaggi innevati che sussistono assai tardi nella stagione nelle combe di questo versante anche se assai soleggiato. Vicino alla cima, si attraversa un paesaggio di terra rossastra e di sassi prima di giungere alla cappella. La cima (3178m) è appena dietro.

Per la discesa, ripercorrere lo stesso itinerario fino al colle delle Méandes poi girare a sinistra. Seguire il sentiero fino al Colle della Valle Stretta. Giunti al colle, girare a sinistra verso ovest per arrivare al rifugio del Tabor.

Tappa 3 | Dal rifugio del Thabor al rifugio Chalet della Guida

Dal rif. du Thabor scendere al Colle di Valle Stretta ( mt. 2440), imboccare il sentiero che scende verso Lavoir e seguirlo fino al bivio (mt 2400 circa) dove si imbocca, destra orografica, il sentiero per il Col de la Replanette (mt 2338) 45 minuti.

Superato il colle la discesa continua sul sentiero del Colle della Rho, inizialmente piuttosto ripido e poi in falsopiano (abbondanti e ottimi mirtilli), fino ad incrociare il sentiero (mt. 2300 circa) che arriva, destra orografica, da Lavoir che si imbocca e si segue, per un breve tratto, fino ad un bivio (mt. 2287) dove si prende il sentiero in direzione del Col du Petit Argentier, destra orografica, 30 minuti.

Attenzione perché il sentiero imboccato, in realtà, non conduce direttamente al Col du Petit Argentier ma sfocia sulla carrozzabile che da Lavoir va al Colle del Frejus.

Il sentiero sale a tornanti fino a quota 2390 mt. circa, dove con andamento rettilineo ed in falsopiano/lieve discesa, raggiunge il centro della conca che scende dal Col du Petit Argentier.

Individuare, alla destra orografica, il sentiero che, prima per tracce, con ampi tornanti, e poi, ben individuabile, a tornantini stretti, raggiunge il Col du Petit Argentier (mt. 2599) 1 ora e 30 minuti.

Dal colle scendere per il sentiero in direzione del Pas du Roc fino ad incontrare un bivio (mt. 2395 circa) dove imboccare, destra orografica, il sentiero, in falsopiano/lieve salita, che conduce al Col du Frejus (mt. 2540) 1 ora.

Dal colle scendere verso Bardonecchia fino ad un bivio (mt. 2239) e prendere, sinistra orografica, il sentiero che risale a Caserma XXXIII (non visibile dal basso, mentre si intravvedono i resti di una potente batteria in casamatta che, dal bivio, appaiono come strani denti di roccia) e, poi, attraversa, a sali e scendi, Cote Traversiere fino a raggiungere, tenendo sempre la sinistra orografica ad ogni bivio o traccia che si stacchi verso destra (il primo bivio significativo si incontra a 2430 mt., con palina indicatrice, dove il sentiero comincia ad inerpicarsi verso il Passo di Roccia Verde costeggiando, sul lato destro orografico, il Rio Pian Dell’Acqua, il secondo a 2626 mt., il terzo a 2680 mt. circa) il Passo di Roccia Verde (mt. 2801) 2 ore 45 minuti.

Dal passo imboccare la mulattiera che conduce a Rochemolles (mt. 1630), con pendenza rilassante (un esempio di grande ingegneria militare), passando vicino a Caserma LXX (poco sotto il passo) e alla Grangia del Vallone (mt. 2240 circa) e incuneandosi tra cascate e pareti rocciose proprio sopra l’abitato di Rochemolles, 2 ore 45 minuti.

La lunghezza di questo itinerario è compensata dal magnifico paesaggio, con punti panoramici ineguagliabili, e dall’attraversamento di luoghi di rara bellezza ed interesse botanico e faunistico con risvolti di interesse storico-militare ed etnografico.

Tappa 4 | Dal rifugio Chalet della Guida al rifugio Scarfiotti

Dal ponte d’ingresso nel villaggio prendere la mulattiera che sale, verso sinistra (est), nel bosco di fronte (versante nord del monte Jafferau). Al primo bivio (5 minuti) proseguire diritti, sempre in direzione est, e, dopo una serie di tornanti, si raggiunge, ad un tornante verso destra, un secondo bivio (mt. 1775 circa), seguire la mulattiera principale verso sinistra fino ad incontrare, dopo aver superato un terzo incrocio con il, pianeggiante, sentiero Gran Bea (mt. 1885 circa), il percorso della ferrovia Decauville (mt. 1916), oggi smantellata, utilizzata per la costruzione della Diga di Rochemolles, 1 ora.

Imboccare l’ampia traccia della ex ferrovia verso sinistra (est) e percorrerla, attraversando il ponte di Valfredda, fino all’incrocio con la strada per la grangia la Croix e la Valfredda, 15 minuti.

Imboccare la strada, sterrata e chiusa al traffico motorizzato, a destra (direzione nord), e seguirla fino alle Grange di Valfredda (Posto Tappa, mt. 2256), 1 ora.

Proseguire per l’evidente sentiero per il Passo Galambra (mt. 3078), prima del quale individuare, sulla destra orografica della valle, una, evidente, traccia di sentiero verso sinistra (ovest nord ovest) che raggiunge, in lieve discesa, la depressione del Passo di Valfredda Orientale (mt. 2900) 2 ore e 30 minuti.

Dal Passo, scendere per traccia di sentiero, il pendio erboso e detritico fino a raggiungere la carrozzabile per il Colle del Sommeiller all’altezza del ponte di Pian dei Frati (mt. 2580 circa) 1 ora.

Passare sul lato destro (orografico) della valle e, seguendo, nei prati, tracce di sentiero, discendere il Vallone di Rochemolles, passando a fianco di una evidente grotta, fino a raggiungere, al termine del Pian dei Morti, il ponte (mt. 2370 circa) che permette di attraversare il Rio du Fond e raggiungere seguendo il sentiero che costeggia, sulla destra, i tornanti della strada carrozzabile, il Rifugio Scarfiotti (mt. 2165) passando alla base della grande cascata, ore 1 e 15 minuti.

Per raggiungere la Decauville, all’altezza dell’inizio della strada per la grangia Croix e la Valfredda, da Rochemolles, sono possibili tre varianti.

I°) Attraversare Rochemolles, in direzione ovest, e, all’altezza delle ultime case, prendere la mulattiera, a destra, che, attraversato il fiume, conduce alla strada carrozzabile del Sommeiller nei pressi della Cappella di San Rocco, 10 minuti. Proseguire per la mulattiera che, aggirata la Cappella, sale alle Grange Mouchecuite, incrociando la carrozzabile tre volte. Raggiunte le Grange,attraversare il villaggio fino alla cappella della Madonna della Neve e, subito dopo, imboccando la mulattiera a sinistra (sud) raggiungere la Decauville proprio di fronte all’inizo della strada per la Valfredda, 1 ora e 10 minuti

II°) Dall’itinerario principale, all’altezza del secondo bivio (mt. 1775 circa), abbandonare la mulattiera e prendere il sentiero a sinistra (est), oltrepassare il ponte de l’Etan sul rio Valfredda e raggiungere l’itinerario della variante I all’altezza della Cappella della Madonna della Neve e, di qui alla Decauville, 1 ora e 15 minuti.

III°) Dall’itinerario principale, all’altezza dell’incrocio con il Gran Bea (mt. 1885 circa), abbandonare la mulattiera e imboccare a sinistra (est) il sentiero Gran Bea e seguirlo fino ad un bivio che conduce, a sinistra, alla Decauville prima del ponte di Valfredda e, a destra, in lieve discesa, al Ponde de l’Etan, 1 ora e 20 minuti.

Tappa 5 | Dal rifugio Scarfiotti al rifugio Levi Molinari

Possibilità di dividere la tappa in due parti pernottando al rifugio d’Ambin alt. 2.270 mt. oppure, presso al Colle d’Ambin (2.899 mt.), al Bivacco Walter Blais (2.920 mt.).

Nel caso si decida di non dividere la tappa fermandosi al rifugio d’Ambin è possibile una variante che accorcia il percorso e permette, comunque, di dormire, al bisogno, presso il bivacco Blais.

Dal rifugio Scarfiotti (2.156 mt.) attraversare, a valle dei laghi, il ponte sul torrente e imboccare il sentiero per il Colle d’Etiache (mt. 2.799) 2 ore; (attraversato il ponte si trova, di fronte, un, evidente, sentiero che sale a tornanti stretti e passa vicino ad una sorgente, mentre a destra guardando, sin. orografica, si intravede un altro sentiero, meno evidente, che costeggia un contrafforte roccioso e raggiunge il primo a quota 2880 mt., si consiglia il secondo che sale con maggiore regolarità).

Oltrepassato il colle, scendere per il sentiero fino ad incrociare, a quota 2.650 mt. circa, quello che dalla cresta di Côte Cornue porta agli Chalets de St. Barthélémy.

Imboccarlo in discesa (dir. Sud) e percorrere un breve tratto fino ad incontrare, a quota 2.560 mt. circa, un bivio dove bisogna prendere il sentiero di destra (direzione di marcia) che attraversa con andamento pianeggiante il Plan des Eaux (mt. 2.500 circa) 1 ora e 15 minuti.

Da qui, risalire, alla sinistra orografica del torrente d’Etache, il vallone dolce e sottostante l’importante parete rocciosa del Grand Bec d’Etache, (dir. Sud) fino a quota 2.760 mt. circa per svoltare a destra (dir. di marcia; dir. Est) e attraversare il Plan d’Etache con andamento Est/EstNordEst fino ad una quota di 2.830 mt. circa, e poi con andamento SudEst fino al Colle de la Coche Sud (mt. 2.947) 1 ore e 45 minuti.

Scendere il versante Est del colle (i primi 100 mt. di dislivello sono ripidi e disagevoli) fino ad incontrare, a quota 2.700 mt. circa, il sentiero che scende dal Colle del Sommeiller.

Imboccarlo verso sinistra (direzione di marcia; dir. Nord) per passare tra la balza rocciosa sotto al Lago Nero e il pianoro dei Laghi Bianchi.

Oltrepassato il pianoro dei laghi, il sentiero, a quota 2.660 mt. circa, piega decisamente a destra (orografica) imboccando una valletta (dir. EstSudEst) che si scende fino a raggiungere, nel Vallone d’Ambin, circa, il sentiero che scende dal Colle d’Ambin a quota 2.340 mt. 2 ore.

Se si decide di dividere in due la tappa da questo punto prendere a sinistra (dir. Nord) e raggiungere il rifugio Ambin (2.270 mt.) 30 minuti.

Nel caso che si voglia continuare la tappa, prendere a destra (dir. Sud) e seguire il sentiero fino ad incontrare un bivio (2.480 mt.), dove parte a sinistra (destra orografica; dir. Est)rispetto alla direzione di marcia, il sentiero che sale al Colle dell’Agnello, 30 minuti.

Proseguire diritto (dir. Sud) per il sentiero che, passando a poca distanza al Lago d’Ambin (2.683 mt.), con andamento dolce ma su terreno sempre più roccioso (numerosi ometti segnavia) e con ampie volute, raggiunge, prima, un laghetto (2.854 mt.) e, poi, nei pressi del Colle Est d’Ambin (2.899 mt.), il passaggio verso la Valle Galambra (2.921 mt.) pochi metri più a Est del Colle, 1 ora e 45 minuti.

Al colle è possibile dormire al Bivacco Walter Blais (8 posti, attrezzato, per informazioni CAI Susa, Chiomonte o Bardonecchia).

Dal colle, prima per terreno roccioso, poi per sentiero, a tratti ripido, ma senza possibilità di errori, scendere al Rifugio Levi-Molinari (1.850 mt.) 2 ore e 30 minuti.

Tempo di percorrenza: 11,00 /12,30 ore con passo tranquillo, calcolando una percorrenza media di un dislivello, sia in salita che in discesa di 300/350 metri di dislivello all’ora, e tenendo conto dell’influenza della stanchezza dovuta alla lunghezza della tappa.

Variante: Scendere dal Col de la Coche e obliquare a destra fino a raggiungere il sentiero che scende dal Colle del Sommeiller sul pianoro, a quota 2.700 mt., nei pressi di un lago (senza nome sulle carte e, a volte, secco a fine stagione estiva), 45 minuti. Proseguire in direzione est, per tracce di sentiero e colatoi detritici, per raggiungere l’evidente intaglio del Colllet du Cordonnier (2.973 mt.), 1 ora. Scendere, sempre per tracce di sentiero e colatoi detritici, il versante est del colle obliquando verso destra (nord) fino ad incontrare, a quota 2800 mt. circa, la traccia di sentiero che scende dal Col Barale, 45 minuti. Continuare verso est e raggiungere, su terreno ondulato ma con andamento pianeggiante, nei pressi di un laghetto (2.850 mt. circa) il sentiero che sale dal rifugio d’Ambin al colle omonimo che si raggiunge agevolmente (2.921 mt), 45 minuti. Questa variante permette di guadagnare circa 1 o 2 ore (tempo totale 10,00 / 11,30 ore)

Ad inizio stagione possono essere utili piccozza e ramponi.

Itinerario di rara bellezza in ambiente di alta montagna con vista su pareti mozzafiato, laghi e ghiacciai.

Nel massiccio della Rognosa d’Etiache è facile incontrare stambecchi, camosci, aquile, marmotte, gipeti, galli forcelli, pernici, tassi e volpi.

Tappa 6 | Dal rifugio Levi Molinari a Bardonecchia

Il sentiero ha inizio al parcheggio posto alla fine della strada asfaltata a Grange della Valle. A quota 1765. Scendendo dal rifugio, subito dopo il ponte sul Galambra si prende un sentiero a sinistra che ci porta alle Grange Soullier, bisogna sempre seguire le indicazioni per Borgata Combe tralasciando sulla sinistra il sentiero per borgata Margheria. Per tutto il tratto bisogna far attenzione ai segni bianchi e rossi un po’ distanziati. Da qui si scende in un bellissimo bosco misto di larici , ciliegi, noccioli fino alle Combe 1223 m. Per un tratto sull’itinerario GTA si risale fino al paesino di Eclause 1386 m. Si attraversa il piccolo borgo sempre seguendo i segni bianchi e rossi fino ad attraversare la strada e proseguire in piano prima di scendere alle case di Montcellier. Da qui per un ripido sentiero fino a Salbertrand 1032 m.

Da Salbertrand potrete raggiungere facilmente Bardonecchia in treno.


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