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12 Dicembre 2017

Giovani, cultura, sostenibilità e promozione del territorio per il futuro dei rifugi

Giovani, ambiente, cultura, sostenibilità e promozione del territorio per il futuro dei rifugi. Questo il messaggio uscito dal convegno “I rifugi alpini del CAI: protagonisti a confronto”, organizzato lunedì 11 dicembre dal Club alpino italiano nell’ambito della manifestazione “Cime a Milano 2017” all’Università Statale del capoluogo lombardo.

Gli interventi, che si sono susseguiti con la moderazione del Vicepresidente generale del CAI Antonio Montani, hanno sottolineato la funzione di cerniera ricoperta oggi dai rifugi, diventati non solo punto di partenza degli alpinisti per le loro salite, ma anche punto di arrivo degli escursionisti.

Tra essi il Presidente della Commissione centrale rifugi Giacomo Benedetti ha ribadito le caratteristiche di sobrietà ed essenzialità che i rifugi di proprietà del Sodalizio devono mantenere, per non farli diventare degli alberghi ad alta quota. Ciò non significa che non possano essere organizzati eventi e manifestazioni legati alla cultura dei territori circostanti, come concerti, esibizioni teatrali, laboratori e letture di libri, che però non devono avere caratteristiche di mondanità.

Necessario poi coinvolgere i giovani e le scuole con iniziative di educazione ambientale e culturale da organizzare nei rifugi stessi, cosa che sta già accadendo in qualche struttura. “I giovani sono al centro delle nostre priorità, lo dimostrano le tariffe agevolate per la frequentazione 2018 che il CAI ha esteso dagli under 18 agli under 25“, ha ricordato Benedetti. “E’ poi importante ridurre il consumo di acqua e la produzione di rifiuti, favorire l’uso di energie rinnovabili, assicurare servizi di qualità tutelando l’ambiente e valorizzare il ruolo dei rifugisti, attraverso la creazione di tavoli per condividere interventi, iniziative e responsabilità“. Per reperire le risorse necessarie a questi tipi di interventi è poi auspicabile sensibilizzare le istituzioni (locali, regionali, statali ed europee) sulla funzione di presidio delle montagne ricoperta dai rifugi.

Collaborazione, condivisione di esperienze e competenze (non solo con i rifugisti, ma anche con le Università), promozione delle produzioni locali e della frequentazione consapevole delle montagne sono concetti che sono stati ribaditi in tutti gli interventi. Senza dimenticare la comunicazione, con l’importanza del racconto, della narrazione, della creazione di uno story telling della montagna per catturare l’interesse di appassionati e neofiti delle terre alte.

Ha concluso i lavori il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, secondo il quale “l’attività imprenditoriale dei gestori dei rifugi del CAI va assolutamente rispettata, ma contemporaneamente deve essere garantita l’identità peculiare delle nostre strutture, ovvero la funzione di presidio ambientale, culturale e territoriale del contesto naturalistico nel quale si trovano. I nostri rifugisti devono essere uomini del territorio, capaci di accoglienza, ospitalità e attenzione, per i Soci e i non Soci. I frequentatori contemporaneamente devono auto educarsi ed educare su quello che ci si deve aspettare dai rifugi CAI, che non sono alberghi. Solo così si creerà empatia e sarà possibile vivere una vera atmosfera da rifugio”.

Comunicato Club Alpino Italiano