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Situazione innevamento e bollettino valanghe 27-28 gennaio 2018

Situazione innevamento e bollettino valanghe 27-28 gennaio 2018


La situazione innevamento e pericolo valanghe di Arpa Piemonte per il weekend del 27-28 gennaio 2018 in Piemonte.

Sabato 27 gennaio 2018
Brusco aumento dello Zero Termico e nuove nevicate, pericolo 3-marcato su tutti i settori nel pomeriggio

Al termine delle precipitazioni, previste più intense su A. Liguri e Settori N e in esaurimento nella mattinata, si assisterà ad un’attenuazione dei venti e ad un brusco aumento dello zero termico. Queste condizioni determineranno, a partire dal pomeriggio, una diffusa instabilità del manto nevoso. Sono attesi distacchi spontanei di valanghe di piccole e medie dimensioni nei settori maggiormente interessati dalle nevicate, di superficie e di fondo dai versanti maggiormente soleggiati. Su tutti i settori, generalmente alle quote superiori il limite del bosco, sono presenti nuovi accumuli di piccole o medie dimensioni, in relazione ai nuovi apporti di neve fresca, che possono essere sollecitati già al passaggio del singolo sciatore. I nuovi accumuli mascherano quelli preesistenti rendendoli difficilmente identificabili. In tutti i settori occorre quindi una buona capacità di valutazione locale del pericolo valanghe.

Domenica 28 gennaio 2018
Zero Termico elevato, pericolo 3-marcato su tutta la regione

Il brusco rialzo dello zero termico, fino a 2800m, determina condizioni di pericolo 3-Marcato su tutta la regione. In particolare su A. Liguri, in relazione ai reali quantitativi registrati ed al riscaldamento termico, il grado di pericolo potrà raggiungere localmente il grado 4-FORTE nel corso della giornata. Saranno possibili valanghe spontanee di piccole e medie dimensioni nei settori maggiormente interessati dalle nevicate, di superficie e di fondo dai versanti soleggiati. Su tutti i settori, generalmente alle quote superiori il limite del bosco, sono presenti nuovi accumuli di piccole e medie dimensioni, generalmente ben identificabili ma che possono mascherare preesistenti lastroni rendendoli particolarmente insidiosi. La possibilità di provocare il distacco dei nuovi accumuli è legata generalmente al passaggio del singolo sciatore. In tutti i settori occorre una buona capacità di valutazione locale del pericolo valanghe.

Innevamento

Le ultime nevicate sui settori settentrionali, esauritesi nella notte di martedì, sono state più persistenti sui settori di confine in particolare delle A. Pennine N, con una cumulata di 50-90cm in 3 giorni e valori massimi di 120- 140cm in alta Val Formazza. Su A. Graie e A. Cozie le ultime precipitazioni sono state registrate nel pomeriggio di sabato 20, quando la quota neve è scesa fino a 600-700m, con 20-40cm di nuova neve oltre i 2000m di quota. Dopo una breve pausa le precipitazioni sono continuate fino a martedì, a carattere nevoso solo oltre i 1700-1900m, umidificando notevolmente il manto nevoso a quote medio-basse. Le precipitazioni sono state accompagnate da venti da N-NW forti o molto forti in quota, che hanno insistito sulla nostra regione per oltre una settimana. Dopo le condizioni di generale bel tempo di giovedì 25, associate a ventilazione da S moderata in quota, nuove nevicate sono iniziate questa mattina con valori deboli ma in progressiva intensificazione.

Manto nevoso

Fino alla giornata di mercoledì sui settori settentrionali sono state segnalate valanghe anche di grandi dimensioni che, in alcuni casi, hanno interessato la viabilità di fondovalle. Sui settori occidentali sono stati osservati ad inizio settimana numerosi distacchi spontanei, generalmente di dimensioni inferiori sia a debole coesione sia a lastroni, anche di fondo sotto i 2000-2200m. L’attività valanghiva spontanea è andata progressivamente riducendosi grazie alla diminuzione delle temperature. Il manto nevoso non presenta evidenti discontinuità negli strati centrali e basali. In quota l’altezza della neve al suolo è molto eterogenea: il vento ha eroso notevolmente le zone di cresta, determinando un’ intensa sublimazione e la formazione di lastroni, duri dove è stato più intenso e continuo e più diffusi sopra al limite del bosco, in corrispondenza di canali e cambi di pendenza. La nuova neve sta iniziando a mascherare i vecchi lastroni rendendone difficile l’individuazione.

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